“Il Trattato di Pace ha chiuso un ciclo della nostra Storia e ne ha aperto un altro fatto di inganni, tradimenti, ingiustizie, omertà istituzionali e perenne prospettiva di miseria per il Popolo Italiano.”
Indice del volume:
Prefazione
Introduzione
Capitolo I – Potere e Informazione
1. degenerazione politico-istituzionale
2. potere dell’informazione
3. degenerazione dell’informazione
Capitolo II – Democrazia e Potere Giudiziario
1. potere giudiziario e Popolo Italiano
2. potere giudiziario e degenerazione
3. corte costituzionale e Popolo Italiano
4. legislazione e società
5. magistratura e stato
Capitolo III – Politica e Potere
1. politica e leaders
2. potere della politica
3. dalla guerra fredda a tangentopoli
4. corruzione e bene pubblico
5. corruzione e stato
6. democrazia e potere
Capitolo IV – Democrazia e Libertà
1. democrazia e diritto
2. democrazia e plutocrazia
3. plutocrazia e stato
4. democrazia e ricchezza monetaria
Capitolo V – Trattato di Pace, 10 febbraio 1947
1. umiliazione storica
2. trattato di pace e ratifica
3. trattato di pace e libertà
4. le potenze alleate e l’Italia
5. il conflitto e l’Italia
6. trattato di pace e effetti economico-finanziari
7. trattato di pace e sovranità italiana
8. dalla pace alla guerra fredda
9. l’Italia attende giustizia
Nota nr.1 – Disp. V Cost.
Nota nr. 2 – Disp. XV Cost.
Capitolo VI – Famiglia e Popolo Italiano
1 – popolo italiano e fratellanza universale
2 – popolo italiano e bambini
3 – futuri cittadini e futuro del popolo italiano
4 – popolo italiano e globalizzazione
Appendice
Indice dei nomi
Cenni Biografici sull’Autore
Antonio D’Andrea è nato 45 anni fa nella Terra che fu dei Briganti, della miseria e delle grandi crudeltà operate dallo Stato Unitario-Savoiardo contro la più grande Reazione; nella Terra che ha conosciuto la più grande infamia: lo sciacallaggio sulla miseria. È nato, per sua sfortuna, nel paese che era di Mons. Michele Giordano. Essendo stato eletto Consigliere Comunale (1988) cercò, tra le altre cose, di fare luce sulle modalità di gestione dei fondi ex legge 219/81 (ricostruzione post-terremoto) e sulle innumerevoli progettazioni redatte dal geom. Mario Lucio Giordano, fratello del vescovo di Napoli, oltre che della gestione di ulteriori fondi pubblici ex legge 120/87 che vedeva interessato il medesimo Giordano.
All’età di vent’anni è stato iniziato ai misteri e ai riti muratori dal Gr M V Silvio Vigorito, Palazzo Altieri.
È stato in rapporti di fratellanza con i Gr M V Elvio Sciubba, Licio Gelli, Giorgio Paternò e tantissimi altri di cui, pur ricordandone i volti e i pensieri, ne ha dimenticato i nomi.
Appassionato di esoterismo, ha raggiunto il 33° grado.
Nel 1993 ha operato la prima sostituzione del termine “segretezza” con il termine “riservatezza” (Atto Notar Gamberale di Roma). Deluso dal modus operandi è entrato in sonno profondo.
Negli stessi anni ha ricevuto la direzione spirituale di Mons. Donato De Bonis, Segretario Generale e Presidente dello I.O.R., con il quale ha collaborato in diversi progetti.
Ha proseguito il percorso e l’approfondimento di Fede.
Ha aderito a numerose organizzazioni di volontariato e di impegno sociale e umanitario tra cui l’UCID, Peace Messenger e varie associazioni per la tutela dei diritti dei Cittadini; ha collaborato con Organizzazioni non Governative ricevendo incarichi di rappresentanza per la Somalia e per l’Iraq.
È stato consulente storico nel film di Romano Scavolini “Ustica: una spina nel cuore”.
Ha studiato il Corano, sin dai primi anni ’90, e ha ricoperto la carica di Vice–Presidente nella Associazione Musulmani Italiani, da cristiano, per la ricerca, condivisa, di migliorare i rapporti di amicizia fra i differenti credenti, nel reciproco rispetto.
Ha fondato, nel 2002, (atto notar Boccuni di Roma) con l’ex Governatore della Banca Somala, Abdullahi Addow, il movimento politico-culturale Alleanza Somala, al fine di contribuire attivamente alla pacificazione interna della Somalia, tenuta divisa e in stato di guerra civile da interessi stranieri.
Nella qualità di Vice-Segretario dell’Alleanza Somala ha incontrato i Signori della Guerra e li ha convinti ad aderire all’Alleanza e a perseguire, nella lotta politica somala, metodi pacifici e non violenti.
Nel maggio 2005 è stato nominato, con Decreto registrato dalle competenti Autorità Diplomatiche Italiane, Consigliere del Vice Primo Ministro – Ministro dell’Interno del Governo Somalo Provvisorio, regolarmente riconosciuto dall’ONU.
Successivamente alla sua prigionia (6 maggio – 6 novembre 2006), richiesta da un PM di origini inglesi, nipote di un ex Sindaco di Napoli e di Mons. Bruno Forte, Vescovo di Chieti-Vasto (lo stesso PM che ha incriminato, successivamente, l’ex Procuratore della Repubblica di Lagonegro che in precedenza aveva rappresentato l’accusa contro Mons. Michele Giordano) e disposta (con Ordinanza di 2059 pagine) dal GIP di Potenza, dott. Alberto Iannuzzi, dopo anni di assenza di combattimenti, gli stessi riprendono in Somalia, improvvisamente, nello stesso maggio 2006, con modalità violente e brutali, causando la morte di migliaia di civili.
Ma soprattutto è stato impegnato a difendersi da un’incredibile mole di accuse giudiziarie, dapprima in seguito alla propria attività di Consigliere Comunale ed alla profonda inimicizia di Mons. Michele Giordano e, successivamente, per altre motivazioni e spinte vendicative per ulteriori attività di denuncia politica svolte.
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